La bufala delle panchine razziste

Oggi un trafiletto del Corriere della Sera, a corredo della notizia dell’arresto dei quattro disgraziati che hanno dato fuoco a un uomo, titola: “Mini panchine per non far dormire i senzatetto”. La cosa succede a Lecco. L’autore del pezzo documenta con perizia le nuove pensiline alle fermate dei bus:

Sono d’acciaio e non più di legno, lo spazio per sedersi si è ristretto: solo 30 centimetri di larghezza e un metro di lunghezza (…) I viaggiatori dei mezzi pubblici le bocciano (…) ma hanno il vantaggio che è impossibile sdraiarsi. Obiettivo raggiunto per il sindaco leghista e per l’azienda di trasporto pubblico locale, Linee Lecco, che così possono tenere lontani senzatetto e immigrati.

Allora, prima che cominci la tiritera sull’Italia razzista ecc… ecc… vi dico subito che in tutte le città si costruiscono panchine per le fermate dei mezzi pubblici che rendano difficili sdraiarsi (e appoggiare oggetti e immondizia). È così che i committenti le vogliono, anche perché perché le pensiline vengono finanziate con la pubblicità che ospitano (c’entra l’immagine). E comunque, senza scomodare il sindaco leghista di Lecco, panchine così sono state fatte - da anni - anche nelle città più democratiche del Pianeta: cioè Roma gestione Veltroni e San Francisco.

[Corriere della Sera]